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Prot. n. 6439 Bari, 31 maggio 2002

Oggetto: Monitoraggio regionale del "Progetto Qualità" nella scuola e processi di controllo dell'efficacia e dell'efficienza dei risultati.

Il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni educative, esplicita libertà e vincoli per le scuole in tema di autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo.

Con il D.M. 100 del 18/9/2002 che istituisce il progetto nazionale di sperimentazione per la scuola dell'infanzia e la primaria si va avviando un processo riformatore che tiene conto delle strategie relative alla qualità.

Il Disegno di Legge n. 1306 esplicita, tra l'altro, i principi innovatori, l'unitarietà del sistema e i criteri di flessibilità, quali elementi strategici del sistema innovativo e sperimentale.

Il IV Protocollo d'intesa tra il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Confindustria, stipulato recentemente, conferma la volontà di ambe le parti di "promuovere, sostenere e sviluppare iniziative di consultazione permanente sui problemi relativi al miglioramento dei livelli qualitativi del sistema di istruzione e formazione allo scopo di mettere i giovani nelle condizioni di essere protagonisti consapevoli del loro progetto di vita e di sviluppo".

In questo quadro operativo e attuativo di sistema integrato è necessario costruire interventi e azioni che garantiscano il successo formativo, evidenziando l'esigenza di migliorare sia l'impianto sistemico della cultura organizzativa, sia l'efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento funzionali alla crescita educativa di tutti gli studenti.

Il conseguimento di tali obiettivi deve riferirsi anche alla promozione e al sostegno dei processi innovativi per il miglioramento dell'offerta formativa.

La qualità del servizio, per essere promossa, necessita di un sistema organizzativo che presti costante attenzione alla qualità dell'impegno, della motivazione, della partecipazione e del coinvolgimento produttivo e interattivo di tutti gli operatori del mondo scolastico.

Soltanto con l'avvalersi di tecniche, metodologie, didattiche, procedure, modelli operativi e organizzativi pertinenti ai principi e alle norme legate all'efficacia e all'efficienza, è possibile esprimere questo valore aggiunto di straordinaria valenza.

Il "Progetto Qualità", infatti, dal suo nascere si è posto come opportunità strategica per stimolare la sensibilità e far acquisire competenze, conoscenze e capacità necessarie nella scuola dell'autonomia, contribuendo così all'implementazione di un vero e proprio "laboratorio di ricerca educativa teso a gestire le azioni di qualità nella scuola".

In sostanza i percorsi della qualità si rivelano particolarmente efficaci se utilizzati in modo sinergico e complementare con il quadro innovativo dell'attuale sistema scolastico.
La scuola, per interagire e comunicare efficacemente con la società della conoscenza e per dare una giusta rispondenza alle attese delle giovani generazioni e della comunità sociale, deve creare condizioni organizzative di sistema per conseguire gradualmente forme di integrazione progettuale capaci anche di valorizzare le diversificate educazioni: formale, non formale e informale.
Il monitoraggio che qui viene presentato si riferisce alle istituzioni scolastiche che di recente hanno attuato sperimentazioni o progetti sulla qualità.
I circoli didattici della regione hanno considerato strategici (e quindi da approfondire, investigare e rielaborare) i seguenti aspetti sistemici:

  1. Area delle metodologie di lavoro e della comunicazione interna/esterna all'organizzazione scolastica;
  2. Area delle risorse umane;
  3. Area della ricerca, sviluppo e innovazione del sistema scolastico;
  4. Area della metodologia e della didattica;
  5. Area dell'organizzazione amministrativa, area delle risorse strutturali e tecnologiche;
  6. Area dell'integrazione e dello sviluppo delle reti tra scuole e territorio;
  7. Area dell'informatizzazione e delle decisioni organizzative.

Di seguito si esplicitano invece gli ambiti considerati prioritari dalle Scuole Medie Inferiori:

  1. Area delle risorse umane;
  2. Area della metodologia e della didattica;
  3. Area della ricerca, sviluppo e innovazione del sistema scolastico;
  4. Area delle metodologie di lavoro e della comunicazione interna/esterna all'organizzazione scolastica;
  5. Area delle risorse strutturali e tecnologiche;
  6. Area dell'integrazione e dello sviluppo delle reti tra scuole e sul territorio.

Per quanto concerne la sintesi regionale delle priorità individuate dalle Scuole Superiori, si segnalano:

  1. Area delle risorse umane;
  2. Area della metodologia e della didattica;
  3. Area della ricerca, sviluppo e innovazione del sistema scolastico;
  4. Area delle metodologie di lavoro e della comunicazione interna/esterna all'organizzazione scolastica;
  5. Area delle risorse strutturali e tecnologiche;
  6. Area dell'integrazione e dello sviluppo delle reti tra scuole e sul territorio.

L'organizzazione scolastica non può non tendere a rendere visibile il ruolo e il compito che ciascun operatore deve svolgere all'interno del sistema. Le aree significative dalle istituzioni di ogni ordine e grado della regione, sottolineano infatti il ruolo strategico che svolgono le risorse umane.
La ricerca metodologica, educativa e di sviluppo investigata e realizzata nelle scuole dimostra quanto sia fondamentale, per gli operatori, riflettere sugli snodi organizzativi e concettuali che si sono rivelati strategici:

  • gli elementi significativi delle procedure e dei processi di sistema;
  • la declinazione delle buone pratiche realizzate dalle istituzioni scolastiche della Regione Puglia;
  • il quadro generale dei cambiamenti di sistema in atto e in continua evoluzione;
  • l'individuazione di aree di intervento strategico da approfondire, investigare e possibilmente implementare laddove si prestassero ad essere traducibili e trasferibili in altri contesti operativi;
  • le ipotesi organizzative (di natura sistemica) tese a migliorare la qualità della formazione nella logica del miglioramento continuo.

Introdurre la qualità nella progettazione del servizio, utilizzare le tecnologie per migliorare la qualità del servizio, affrontare le sfide del cambiamento e valorizzare le risorse umane sono tutti aspetti determinanti per i nostri orizzonti futuri. Riteniamo che la promozione di un servizio scolastico di qualità possa essere, da un lato una opportunità per crescere, socializzare e vivere in sincronia con il mondo e la realtà quotidiana e dall'altro si trasformi in un vero spazio culturale per accrescere le competenze richieste dalla società delle conoscenze.
Il miglioramento del servizio consente di promuovere situazioni di vantaggio per gli studenti che frequentano le istituzioni e tra gli operatori che si impegnano quotidianamente per rimuovere ostacoli, per abbassare la soglia delle difficoltà, per adottare una visione del mondo propositiva e costruttiva.
Lo sforzo progettuale ed organizzativo promosso dalle scuole che hanno aderito al monitoraggio dimostra che l'impegno ripaga sempre con risultati soddisfacenti.
L'atto stesso di trovare sempre nuove soluzioni per eccellere è la dimostrazione di quanto sia utile, nell'ambito delle società complesse, comprendere in anticipo i cambiamenti e facilitare la definizione di strategie finalizzate a migliorare la qualità degli esiti finali.
La Direzione Generale prende atto del soddisfacente lavoro svolto dalle istituzioni scolastiche che hanno aderito alle attività di monitoraggio, in quanto hanno offerto un pregevole apporto sia per ricostruire in chiave sinottica la mappa delle attività e delle progettualità realizzate sul territorio sia per rilevare i nodi strategici, le innovazioni e le sperimentazioni in via di realizzazione.

IL DIRETTORE GENERALE
Giuseppe Fiori

Monitoraggio progetto qualità

 
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