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header  Novità

Protocollo di intesa relativo alla sperimentazione di modalità operative per la presa in carico congiunta dei minori sottoposti a procedimento penale

VISTI:

  • il D.P.R. 22 settembre 1998, n. 448 "Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni";
  • il D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 272 "Norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, recante disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni";
  • il D.Lgs. 22 giugno 1999, n. 230 "Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà";
  • il D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 - Attuazione della delega di cui all'art. 1 della Legge 22 luglio 1975, n. 382 "Norme sull'ordinamento regionale e sulla organizzazione della Pubblica Amministrazione";
  • il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti locali, in attuazione del Capo I della Legge 15 marzo 1997, n. 59";
  • la Legge 28 agosto 1997, n. 285 "Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza";
  • la Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali";
  • la Legge Regione Puglia 12 luglio 2002, n. 13 "Individuazione degli ambiti territoriali e disciplina per la gestione associata dei servizi socio-assistenziali";
  • l'Ordinanza Ministeriale 29 luglio 1997, n. 455;
  • la Legge 20 gennaio 1999, n. 9 sull'elevamento dell'obbligo scolastico;
  • il Regolamento dell'autonomia scolastica approvato con D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275;
  • l'art. 68 della Legge 17 maggio 1999, n. 144 sull'obbligo formativo e il successivo regolamento di attuazione approvato con D.P.R. 12 luglio 2000, n. 257;
  • la Direttiva Ministeriale n. 22 del 6.2.2001 sull'educazione degli adulti;
  • la Circolare del Dipartimento Giustizia Minorile n. 6 del 2002, recante le "Linee guida sull'attività di mediazione culturale nei Servizi Minorili della Giustizia";

PREMESSO CHE:

Il D.P.R. 22 settembre 1988, n. 448 "Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni" prevede un'azione sinergica tra i Servizi della Giustizia Minorile e le Istituzioni e gli Enti preposti, a vario titolo, all'attivazione di interventi rivolti a minori.
L'integrazione tra Servizi costituisce l'elemento portante e qualificante anche di altre normative vigenti (Legge 285/97, Legge-quadro 328/2000, D.P.R. 275/99) in una prospettiva tesa a incentivare, a livello di specifici contesti territoriali, le opportunità offerte ai minori ed agli adolescenti.
È necessario promuovere un'azione sinergica dei Servizi che parta dalla presa in carico dei minori che commettono reato, assicurando l'unitarietà degli interventi, il superamento delle frammentazioni, le dispersioni di energie, in un'ottica interistituzionale che tenga conto del contesto di vita del minore, delle sue relazioni significative e della possibilità di mobilitare risorse personali, ambientali, sociali e familiari, ampliando la rete delle collaborazioni tramite il progressivo coinvolgimento di altri attori istituzionali e non, tra cui la Scuola, il Privato Sociale, il Volontariato, il mondo del lavoro.
Si ritiene necessario, in particolare, regolamentare la collaborazione tra i Servizi Minorili della Giustizia ed i Centri Territoriali Permanenti per l'educazione in età adulta (C.T.P.) al fine di perseguire il comune obiettivo della formazione di soggetti in situazione di marginalità.

TRA

la Direzione del Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia

e
l'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia

SI CONVIENE QUANTO SEGUE

Le parti si impegnano a costituire, nel territorio regionale, un gruppo di lavoro inter-istituzionale e inter-professionale che, secondo quanto previsto dal D.P.R. 448/1988 e dall'Ordinanza Ministeriale 455/97, affronti il problema del disagio giovanile, a partire dalla presa in carico congiunta ed integrata dei minori sottoposti a procedimento penale.

La sperimentazione è rivolta a minori e ragazzi (14/21 anni) sottoposti a procedimento penale:

  • denunciati a piede libero;
  • soggetti a misure cautelari (prescrizioni-permanenza in casa-collocamento in comunità-custodia cautelare in carcere);
  • sottoposti alla sospensione del processo ed alla messa alla prova;
  • soggetti a misure alternative o sostitutive alla detenzione;
  • soggetti a misure di sicurezza;
  • soggetti in espiazione di pena.

La sperimentazione prevede che i soggetti di cui sopra, in relazione alla fascia di età e alle pregresse attività formative seguite, possano assolvere l'obbligo scolastico e/o vengano avviati all'obbligo formativo nell'ambito delle attività programmate dai C.T.P. presenti sul territorio ove i minori risultano residenti o domiciliati.

Il gruppo di lavoro sarà composto da:

  • un Assistente Sociale dell'U.S.S.M. interessato;
  • un Educatore C.P.A./Comunità interessata;
  • un Educatore dell'I.P.M. interessato;
  • un Referente scuola individuato tra i docenti dell'organico funzionale del Centro Territoriale Permanente operante nel territorio di volta in volta interessato;
  • un'Assistente Sociale della circoscrizione territorialmente competente in relazione ai contesti di appartenenza del minore ed alla sua situazione giudiziaria.

Tale gruppo di lavoro sarà coinvolto con modalità e tempi diversi in un percorso di accompagnamento formativo del giovane inserito nell'ambito scolastico.

La presa in carico vedrà come momento centrale il lavoro di équipe e l'attivazione tempestiva dei suoi componenti, volta a favorire la conoscenza del minore, l'individuazione delle ipotesi di intervento e delle risorse attivabili per la costruzione-realizzazione, insieme al minore, di un progetto educativo in ambito scolastico.

La presa in carico del caso da parte del C.T.P. coinciderà con il periodo di inserimento scolastico del soggetto.

Le modalità operative integrate seguiranno i seguenti ed indispensabili passaggi:

  1. incontro preliminare tra gli operatori della Giustizia e della Scuola per condividere la conoscenza del caso e definire tempi e modi del percorso d'accompagnamento mediante la scansione di tappe educativo-formative;
  2. incontro successivo tra i soggetti interessati: docenti e referenti della Giustizia e/o del Servizio Sociale territoriale e il soggetto minorenne per allargare la condivisione attraverso la sottoscrizione di un patto formativo;
  3. incontri periodici, almeno mensili, tra i soggetti coinvolti da attuarsi soprattutto in concomitanza delle verifiche scolastiche per fare il punto sulla situazione formativa del soggetto;
  4. relazione finale congiunta tra operatori della Giustizia e docenti del corso EDA al fine di descrivere il percorso formativo e la sua efficacia educativa rilevata mediante il monitoraggio costante degli interventi e dei laboratori attivati.

Le parti si impegnano a:

  • assicurare la partecipazione degli operatori dei propri servizi alla sperimentazione di un modello organizzativo-operativo che coinvolga più referenti istituzionali presenti sul territorio cittadino;
  • promuovere l'accompagnamento del gruppo di lavoro nella definizione delle prassi operative integrate;
  • realizzare incontri di carattere informativo, di confronto e di intervento in relazione ai fabbisogni formativi indicati dagli operatori coinvolti nella sperimentazione;
  • favorire l'integrazione di soggetti immigrati anche tramite l'utilizzo di progetti di mediazione culturale a supporto delle attività di alfabetizzazione primaria che si svolgono all'interno degli Istituti Penali Minorili presenti sul territorio regionale;
  • favorire altresì la realizzazione dei progetti che verranno presentati dai C.T.P. in collaborazione con i Servizi Minorili della Giustizia a favore dei minori dell'area penale interna ed esterna;
  • valutare i risultati della sperimentazione.

In particolare:

  • L'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia si impegna a collaborare alla sperimentazione attraverso una adeguata informazione e sensibilizzazione delle scuole presenti sul territorio regionale, sedi di Centro Territoriale Permanente, affinché il coordinatore del C.T.P. di volta in volta interessato o un suo delegato partecipi al gruppo di lavoro interprofessionale e interistituzionale.
  • L'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia si impegna altresì a finalizzare proprie risorse, nell'ambito dei finanziamenti disponibili per le attività di educazione degli adulti, per progetti mirati all'utenza penale minorile.
  • La Direzione Interregionale del Centro per la Giustizia Minorile di Bari si impegna a garantire la piena attuazione del presente protocollo tramite il coinvolgimento del proprio personale.
  • La Direzione Interregionale del Centro Giustizia Minorile si impegna altresì a prevedere incontri di sensibilizzazione ed informazione per la conoscenza del fenomeno della devianza minorile e del sistema della Giustizia Minorile nell'ottica del lavoro integrato sul territorio.

Le parti si impegnano, altresì, a costituire un tavolo permanente di concertazione relativo alle attività di cui al presente protocollo al fine di ridefinire, sulla base dei risultati raggiunti, le modalità di prosecuzione della collaborazione avviata.

Il presente protocollo di intesa ha validità triennale, a decorrere dall'a.s. 2002/2003, nel corso del quale sarà interessato, in via sperimentale, unicamente il territorio del Comune di Bari.

Per il Centro per la Giustizia Minorile per la Puglia e la Basilicata
IL DIRETTORE GENERALE
Dr.ssa Francesca Perrini
Per l'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia
IL DIRETTORE
Dr. Giuseppe Fiori

Bari, addì 4 dicembre 2002

 
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