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PROGETTARE IN PUGLIA
La legge n. 59 del 1997, che ha introdotto l'autonomia scolastica nel nostro ordinamento,
non poteva ovviamente trasformare in breve tempo l'assetto didattico-organizzativo su cui la scuola
italiana si era retta da molti decenni.
Gli Istituti scolastici erano stati sostanzialmente i terminali di ordinamenti definiti centralmente, con
scarse possibilità di introdurre varianti; peraltro, le stesse sperimentazioni erano soggette a determinati
"itinera" amministrativi e a tempi inevitabilmente lunghi, anche se hanno rappresentato, per taluni
indirizzi, il vero volano dell'innovazione didattica.
Nel frattempo, a livello europeo, maturava l'orientamento di assegnare alle singole unità scolastiche
margini significativi di intervento, per avvicinare sempre più la formazione alle esigenze del territorio e
dei soggetti interessati (Enti locali, associazioni, famiglie, ecc.). Basti citare, a questo proposito, il
libro bianco noto come "documento Delors", del 1993, il "documento Cresson", del 1995, e il rapporto
O.C.S.E. del 1998.
A partire dall'anno scolastico 1997/98, si è aperta, dunque, una fase di transizione, verso l'attuale
assetto costituzionale delineato dal nuovo art. 117 e la riforma degli ordinamenti scolastici che si può
sintetizzare in alcuni provvedimenti fondamentali:
- il D.L.vo n. 112 del 31/3/1998, che ha assegnato agli Enti Locali ulteriori funzioni e compiti in
materia di Istruzione;
- il D.M. n. 251 e la Direttiva n. 252 del 29/5/1998, con le quali si avviava la prima fase della
sperimentazione dell'autonomia;
- il D.P.R. n. 275 dell'8/3/1999, recante il regolamento in materia di autonomia delle istituzioni
scolastiche;
- la Legge n. 144 del 17/5/1999, che ha introdotto, all'art. 68, il concetto di obbligo formativo fino a
18 anni di età;
- il D.M. n. 234 del 26/6/2000, con il regolamento in materia di curricoli, che ha dato la possibilità di
introdurre una "quota locale", i cui contenuti ciascuna Istituzione Scolastica può deliberare in funzione
di specifici bisogni formativi.
A cinque anni di distanza dalla legge n. 59, siamo nella condizione di abbozzare, nei vari
contesti territoriali, un primo bilancio. Le scuole, dopo l'iniziale difficoltà a collocarsi in uno
scenario che richiedeva loro di mettere in campo autonomamente azioni rispondenti ai bisogni formativi del
contesto di riferimento, si sono messe al lavoro e hanno proceduto nel senso indicato dal legislatore. Per
la scuola pugliese ne è testimonianza il livello di progettualità che è riuscita ad esprimere in questa
fase.
Nasce di qui la necessità di offrire anche nel sito dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia
(www.puglia.istruzione.it) una sorta di rassegna della progettualità degli Istituti Scolastici della
Regione.
Le finalità sono, in buona sostanza, le seguenti:
- incoraggiare una "cultura di rete", cioè le collaborazioni fra scuole e fra queste e altri soggetti,
pubblici e privati; siamo convinti, infatti, che le reti rappresentino la strada maestra per veicolare le
buone pratiche e aumentare l'efficacia dell'offerta formativa;
- mettere a disposizione di chiunque lo voglia consultare un patrimonio di cultura dell'autonomia e di
idee progettuali, utile anche perchè presenta spesso elementi di trasferibilità in contesti diversi;
- esercitare un ruolo di cerniera facilitatrice delle buone pratiche.
La "vetrina" sarà una risorsa in divenire, perché presenterà contenuti diversi nel tempo,
e parziale, perché sarà, per forza di cose, una rassegna di una parte di quanto di significativo viene
prodotto dalla scuola pugliese: non abbiamo, infatti, la presunzione di considerarla esaustiva della
ricchezza d'iniziative che le scuole della nostra regione hanno saputo e sanno mettere in campo.
Nel dare inizio, comunque, a questo lavoro, è giusto sottolineare la competenza, la sensibilità e la
dedizione dei docenti e dei dirigenti scolastici che hanno pensato e realizzato gli interventi, e che ora
stanno mettendo a disposizione i loro prodotti. Diffondere il lavoro da loro svolto è anche un segno di
gratitudine nei confronti di persone che quotidianamente si "spendono" per un'offerta formativa sempre più
efficace.
L'altro aspetto che s'intende evidenziare è l'attuale valenza dei rapporti tra Ufficio Regionale, Scuola e
Regione per la realizzazione di azioni educative e progetti che anticipano le innovazioni dell'assetto
ordinamentale.
L'iniziativa più rilevante al riguardo è costituita senza dubbio dall'Accordo di collaborazione
sottoscritto in data 11/6/2001 tra questa Direzione Generale e la Regione Puglia.
L'Accordo, riprendendo le indicazioni contenute nell'Accordo per il lavoro del 24/9/1996 e nel successivo
documento della Conferenza Stato-Regioni del 9/7/1998, si caratterizza per la costruzione di percorsi
formativi pienamente integrati, nei quali spicca l'alternanza tra formazione d'aula e formazione pratica
sui luoghi di lavoro. Infatti, viene ipotizzata l'attivazione di percorsi biennali, strutturati in
moduli/unità formative capitalizzabili della durata complessiva di 2.400 ore, delle quali il 25% (pari a
300 ore per ciascuna annualità) da svolgersi all'interno del sistema scolastico, il 45% (pari a 540 ore per
ciascuna annualità) da svolgersi a cura dell'ente di formazione professionale e il 30% (pari a 360 ore per
ciascuna annualità) destinato agli stages aziendali. Vengono anche previste misure di accompagnamento volte
a favorire l'acquisizione di competenze specifiche nel settore informatico (coerenti con il conseguimento
dei vari livelli della c.d. "patente europea") e delle lingue straniere (preferibilmente inglese), purché
ricollegabili al settore produttivo di riferimento.
L'iniziativa è destinata prioritariamente agli alunni provenienti dagli istituti di istruzione tecnica,
professionale ed artistica, ove è maggiormente avvertito il fenomeno della fuoriuscita dal sistema
formalizzato di istruzione dopo l'assolvimento dell'obbligo scolastico. Non può ovviamente escludersi,
qualora se ne dovesse ravvisare la necessità, un'estensione dell'iniziativa anche agli altri indirizzi
dell'istruzione secondaria superiore.
Vanno, ancora, segnalati i seguenti aspetti dell'accordo:
- la progettazione del percorso formativo, finalizzato alla creazione di figure professionali coerenti
con il contesto socioeconomico di riferimento, deve essere concertata tra l'ente di formazione e
l'istituzione scolastica, tra i quali andrà stipulato un apposito accordo; peraltro, ai fini della
rendicontazione, l'interlocutore della Regione resta comunque l'ente di formazione professionale, mentre
i rapporti tra quest'ultimo e l'istituto scolastico restano disciplinati dall'accordo di collaborazione
sottoscritto;
- i percorsi integrati, oltre a consentire il conseguimento di un attestato di qualifica professionale
(assolvendo, in tal modo, l'obbligo formativo), dovranno anche consentire la possibilità di accesso al 3°
o al 4° anno di corso della scuola superiore, qualora l'allievo decida di rientrare nel sistema statale
di istruzione;
- l'Amministrazione Scolastica, coerentemente con le indicazioni contenute nella normativa di
riferimento, si assume l'impegno di comunicare alla Regione i dati relativi agli alunni in condizione di
obbligo formativo, ai fini della costituzione della relativa anagrafe e della successiva programmazione
degli interventi.
Relativamente all'anagrafe dei soggetti in obbligo formativo, la Regione Puglia è stata
individuata quale Regione pilota per la sperimentazione dell'apposita procedura predisposta dall'EDS per
l'anno 2001, conseguendo risultati apprezzabili.
Le aree d'intervento in cui si sono iscritti i progetti delle scuole testimoniano dell'ampiezza del
ventaglio dell'offerta formativa progettata e realizzata e riguardano:
Non è da trascurare, peraltro, il fatto che non sempre i progetti sono supportati da
finanziamenti straordinari: spesso, anzi, essi sono il frutto di idee maturate dai collegi dei docenti,
previste nel Piano dell'Offerta Formativa e realizzate con le risorse della Scuola.
Si tratta, come si è detto, solo di un primo elenco parziale di attività progettuali significative, ma la
Direzione Scolastica Regionale vuole impegnarsi nel dare visibilità e valorizzare il lavoro svolto dalle
scuole pugliesi.
Giuseppe FIORI
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